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FAQ

FAQ

In questa pagina rispondiamo alle domande frequenti sul mondo della psicologia e sulle differenze tra professioni psicologiche e altri operatori della salute.  Potete trovare interessanti informazioni di ordine pratico rispetto a questioni etiche e fiscali. Se avete altri dubbi o avete bisogno di chiarimenti, scriveteci al nostro indirizzo mail psicologidelvco@gmail.com.

I termini “Bambini”, “Adolescenti”, “Giovani adulti”, “Adulti” e “Anziani” si riferiscono tutti alle tappe che ciascuna persona percorre lungo il suo ciclo di vita. Ogni tappa è legata all’altra e si caratterizza per uno specifico processo di sviluppo psico-fisico e particolari compiti evolutivi. Quando si delinea la necessità di intraprendere un intervento psicologico, è necessario tenere conto di queste caratteristiche, in modo da costruire un intervento “su misura” per quella persona. Pertanto, il professionista dovrà avere una formazione che gli consenta di approcciarsi adeguatamente a quell’individuo nella sua attuale fase di vita.

Lo Psichiatra è un professionista laureato in Medicina e Chirurgia che ha conseguito la specializzazione in Psichiatria. Per questo motivo, è innanzitutto un medico che può prescrivere psicofarmaci e richiedere esami clinici-medici (cose che lo Psicologo e lo Psicoterapeuta non possono fare). È possibile che lo Psichiatra, oltre a questa specializzazione, abbia svolto una scuola di psicoterapia e che quindi possegga anche il titolo di Psicoterapeuta. 

Per conoscere la differenza tra Psicologo e Psicoterapeuta, visitate la pagina Per saperne di più

Il Neurologo è un professionista laureato in Medicina e Chirurgia che ha conseguito la specializzazione in Neurologia. Per questo motivo, è innanzitutto un medico che può prescrivere farmaci, richiedere e valutare esami clinici-medici che riguardano il sistema nervoso (cose che il Neuropsicologo non può fare). In sostanza, mentre il Neurologo si occupa della parte organica del danno cerebrale, il Neuropsicologo si occupa delle disfunzioni cognitive conseguenti a tale danno. 

Chi è e cosa fa il Neuropsicologo?

Il Pedagogista è un professionista laureato in Scienze della Formazione o dell’Educazione che ha conseguito la specializzazione in Pedagogia. Il suo intervento è principalmente di tipo educativo (non diagnostico, né riabilitativo) e riguarda l’osservazione del comportamento dell’individuo (di qualsiasi età) al fine di individuare le abilità della vita quotidiana che richiedono di essere potenziate.

Chi è e cosa fa il Pedagogista?

La differenziazione tra Psicologo e Counselor è una questione piuttosto controversa che tutt’oggi anima molti dibattiti tra le due professioni. In generale, è possibile affermare che le due figure professionali si distinguono innanzitutto per il loro percorso formativo, che risulta bene definito per lo psicologo (per scoprirlo clicca qui), mentre per il counselor molto meno poiché, ad oggi, questa figura non ha un inquadramento legislativo specifico. In merito alla loro attività, Psicologo e Counselor presentano diversi punti di vicinanza e di differenza: lo Psicologo si occupa sia del benessere che della patologia psicologica, mentre il Counselor è maggiormente orientato alla salute; l’area di intervento dello Psicologo è, appunto, quella psicologica, mentre quella del counselor risulta più generica.

Cos’è il counseling professionale? 

È molto difficile riportare brevemente le differenze tra ciascun tipo di Psicoterapia, poiché ne esistono molte varietà che presentano sia aspetti in comune che specifici. In generale, è possibile distinguerli in base alle caratteristiche del trattamento (breve o lunga durata, incontri settimanali, intrasettimanali o particolari protocolli), al tipo di utenza a cui si rivolge (bambini, adulti, coppie, famiglie, ecc.), ai disturbi per cui risulta indicato e al focus dell’intervento (es.: il comportamento, i pensieri disfunzionali, la maggiore conoscenza di sé, il rapporto tra psiche e corpo, ecc.).

Per scoprire quali sono i diversi tipi di Psicoterapia dei nostri associati, visitate la pagina Per saperne di più.

In riferimento agli Articoli 11, 12 e 13 del Codice Deontologico degli Psicologi italiani, lo Psicologo è “strettamente tenuto al segreto professionale”. Le uniche eccezioni riguardano l’obbligo di referto o di denuncia (ovvero quando si è in presenza di un grave reato come l’abuso su minore) e la necessità di salvaguardare la salute psicofisica del soggetto o di terzi. In tali casi, lo Psicologo può rivelare alcune informazioni di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale, ma è comunque tenuto a limitarle allo stretto necessario.

Sì, poiché nella circolare n. 20/E/2011 (paragrafo 5.15), l’Agenzia delle Entrate dichiara che: 

«Il Ministero della Salute ritiene equiparabili le prestazioni professionali dello psicologo e dello psicoterapeuta alle prestazioni sanitarie rese da un medico, potendo i cittadini avvalersi di tali prestazioni anche senza prescrizione medica. È pertanto possibile ammettere alla detrazione fiscale per spese mediche le prestazioni sanitarie rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche (ricevute) senza prescrizione medica».

Il paziente, qualora lo ritenga necessario, ha il diritto di interrompere l’intervento psicologico o la psicoterapia comunicandolo al professionista. Dall’altra parte, secondo l’articolo 27 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, lo Psicologo “valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura”.
In entrambi i casi, sarebbe buona norma poter parlare e confrontarsi rispetto ai motivi che hanno condotto a tale decisione, in modo da risolvere eventuali problematiche e/o pensare a quale sia la scelta migliore da intraprendere. 

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