Sono la dottoressa Isabella Maraviglia, laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli studi di Torino. Dopo la laurea ho proseguito con la scuola di psicoterapia a indirizzo sistemico-relazionale e familiare presso l’Istituto Emmeci di Torino, dalla durata quadriennale, dove ho conseguito anche i master sulla terapia sistemica individuale, sulla terapia di coppia, sulla violenza intrafamiliare e sui minori in terapia familiare. Di recente ho svolto un corso sulla mindfulness legata alle problematiche alimentari, accorpando al mio bagaglio professionale nuove tecniche di natura molto pratica per affrontarle.
Come libera professionista sono attiva dal 2018 e ricevo presso il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne di Gravellona Toce, dove mi occupo di terapie individuali, di coppia e familiari. Nel corso di questi anni ho collaborato con alcuni centri d’accoglienza della zona, incontrando persone con diverse problematiche psicologiche e psichiatriche che andavano a intrecciarsi con il loro background culturale d’appartenenza e i tentativi d’integrazione nel nostro Paese.
Ho svolto dell’attività di volontariato presso il Centro di Salute Mentale di Omegna, dove effettuavo sostegno psicologico individuale a pazienti con diverse problematiche e partecipavo come co-terapeuta a terapie familiari, specialmente nel caso di disturbi alimentari. Negli anni precedenti, come tirocinante, ho approfondito le tematiche relative a tutto ciò che ruota attorno alla gravidanza e al benessere psicofisico della diade madre-bambino e della coppia. Precedentemente ho fatto esperienza con bambini e adolescenti, in ambiti come i disturbi dell’apprendimento, i disturbi del neurosviluppo, le disabilità, le difficoltà emotive.
L’approccio terapeutico che utilizzo è quello sistemico-relazionale e familiare, secondo il quale il disagio psicologico si inserisce all’interno del sistema delle relazioni della persona, come la famiglia, la scuola, la rete amicale, il lavoro, ecc. In quest’ottica assume particolare rilevanza la fase del ciclo di vita che si sta attraversando, con le relative criticità d’affrontare (es. matrimonio, separazione dal partner, nascita di un figlio, licenziamento, nuovo impiego lavorativo…); infatti, anche cambiamenti positivi o comunque ricercati dall’individuo possono alterare l’equilibrio personale e relazionale. A partire dall’analisi di questo si può improntare un lavoro che renda i ruoli che ciascuno andrà a svolgere più funzionali e meno rigidi. L’obiettivo che si pone pertanto la psicoterapia sistemico–relazionale è quello di introdurre una nuova organizzazione al sistema, che riporti equilibrio e ristabilisca ruoli e confini in modo da indurre più consapevolezza nei diversi aspetti della vita della persona.
L’attenzione del terapeuta è sul “qui e ora“, privilegiando cioè il lavoro sulle difficoltà presenti al momento della domanda di aiuto, in maniera molto pratica. L’intento è quello di combattere la passività, facendo in modo che l’individuo si senta responsabile della propria vita; per fare questo si aiuta la persona a trovare le strategie più adeguate al proprio sé per raggiungere gli obiettivi, affinché si possano aprire nuove strade mai percorse o mai pensate, scardinare routine e abitudini non funzionali, dare vita a nuove possibilità e dare un respiro nuovo alla propria esistenza.
Lo psicologo aiuta a trovare un altro modo per narrare la propria storia, passata e presente, in modo che faccia meno male e che sia più accettabile, per proseguire oltre nella vita.
L’impostazione metodologica della terapia sistemico relazionale e familiare permette di creare una situazione terapeutica non rigida per quanto riguarda la cadenza degli incontri e la durata dell’intero processo. Questa inoltre, a seconda del o dei problemi portati, consente di vedere i membri del sistema famiglia anche in modo alternato nel tempo, lavorando magari per un certo periodo con i genitori e poi con i figli, per poi rivederli tutti assieme.