Psicologia dei nuovi media

Mark Prensky ha coniato nel 2001 il termine “Digital Natives”, successivamente tradotto in Italia come “Nativi Digitali” (Ferri, 2011), per indicare la generazione di chi è nato in corrispondenza dello sviluppo delle nuove tecnologie informatiche. 

Ad oggi si tratterebbe di bambini e adolescenti per i quali le nuove tecnologie fanno parte della normale vita quotidiana. Gli esperti hanno affermato che la generazione dei Nativi Digitali hanno degli specifici bisogni evolutivi, affettivi, formativi e cognitivi differenti da quelli delle generazioni precedenti, pertanto, anche la psicologia ha dovuto aggiornarsi rispetto a queste novità.

È nata così la Psicologia dei nuovi media che si occupa di studiare e comprendere le caratteristiche delle nuove tecnologie e le ricadute psicologiche, affettive, relazionali e culturali che il loro utilizzo ha sui giovani. La Psicologia dei nuovi media ha il compito di progettare interventi preventivi e riabilitativi efficaci rispetto ai fenomeni correlati alle nuove tecnologie, come l’internet addiction, il sexting, il cyberbullismo e il ritiro sociale.

Visconti Emmanuele

Mi laureo in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università degli Studi di Torino nel 2009. Inizio da subito una collaborazione con alcune associazioni nelle provincie

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