Ho fatto del classico “bicchiere mezzo pieno” la mia filosofia di vita, e questo lo applico anche al mio lavoro. Credo fermamente che puntare sulle risorse, piuttosto che focalizzarsi sulle mancanze, sia un’ottima strategia per affrontare al meglio la quotidianità, permettendo di crescere ogni giorno. Nel mio lavoro, questo diventa fondamentale. Concentrarsi su quelle che sono le potenzialità dei bambini e sulle loro risorse e lavorare sui punti di forza delle famiglie, focalizzandosi sulla loro capacità di resilienza, sono i punti fermi del mio lavoro.
In pratica, credo che lo psicologo non si debba limitare a non far star più male le persone, ma… aiutare a farle stare bene. Culturalmente siamo ancora molto lontani da questo concetto, ma ultimamente la nostra società sta diventando sempre più attenta al benessere, fisico e psicologico. Orientarci in questa direzione ci permette di lavorare in ottica preventiva e di promozione del benessere, aiutandoci ad aumentare la serenità e la qualità della vita, nostra e di chi ci sta intorno.
Lavorare con i bambini in questa prospettiva significa non limitarsi a fare diagnosi o etichettare i bimbi, non applicare modelli calati dall’alto, ma lavorare con i piccoli e le loro famiglie co-costruendo percorsi condivisi. Riscoprire l’unicità di ogni persona, abbandonando un modello ortopedico per cui bisogna riportare il soggetto ai valori di norma, per creare dei percorsi dove le persone possano superare quei momenti di blocco e di empasse e riprendere in mano la loro vita.
Nel mio studio a Gravellona Toce, lavoro per obiettivi, utilizzando strumenti concreti e pratici per aiutare i bambini e le loro famiglie ad affrontare situazioni di disagio e difficoltà.