Mi occupo di psicologia all’interno di una prospettiva cognitivo-evoluzionista, secondo questo approccio numerosi problemi legati alla sofferenza emotiva della persona derivano dal fallimento della regolazione delle emozioni. Due capisaldi la guidano; l’idea evoluzionista che l’uomo ha diverse disposizioni innate alla relazione, da cui emergono diversi sistemi motivazionali interpersonali, e l’idea base del cognitivismo, che l’attività mentale è primariamente rivolta alla costruzione e all’organizzazione della personalità.
Penso che l’obiettivo principale della psicoterapia sia restituire alla persona la capacità di riconoscere il valore ed il senso della propria e altrui esperienza emozionale, in tutti quei contesti relazionali in cui la coscienza di sé prende forma ed emerge. Esercito una psicoterapia con un carattere fortemente interpersonale profondamente legata alla epistemologia evoluzionista, al progresso delle neuroscienze, alla teoria dell’attaccamento e alla psicologia evolutiva. Nell’approfondire lo studio di itinerari di sviluppo traumatici, mi sono avvicinata alla psicotraumatologia e ho integrato nella mia pratica clinica la psicoterapia EMDR e Sensomotoria.
L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è un approccio terapeutico che si basa sul riprocessamento dell’esperienze traumatiche che hanno contribuito a sviluppare il disagio che presenta il paziente. Quando vi è un trauma le informazioni vengono immagazzinate in modo disfunzionale e le diverse componenti mnestiche del ricordo non si integrano con le altre informazioni. Il ricordo rimane nel suo stato originale, isolato dal resto della rete neurale. L’obiettivo di questo approccio, come di tutti i metodi che si occupano di esperienze traumatiche, è quello di promuovere l’integrazione delle componenti cognitive, emotive e sensoriali decondizionando il paziente a livello sensomotorio nei confronti dei ricordi disturbanti. Attraverso la doppia focalizzazione e la stimolazione bilaterale alternata, le immagini cambiano, i pensieri negativi diventano più adattivi, le emozioni disturbanti si attutiscono.
Il trattamento si rivolge alle esperienze passate, agli elementi stressanti attuali e ai pensieri ed azioni desiderabili per il futuro promuovendo un miglioramento della funzionalità generale del paziente e della sua qualità di vita. Il metodo EMDR si può applicare a Traumi in cui la persona ha sentito minacciata la propria incolumità e ha temuto per la propria vita (aggressioni, abusi, violenza domestica, incidenti, disastri naturali, lutti complicati o bloccati) oppure con esperienze traumatiche avvenute all’interno di fallimenti relazionali (bullismo, mobbing, attaccamento insicuro o disorganizzato). L’EMDR può essere applicato a bambini, adolescenti e adulti secondo un protocollo specifico. Si può utilizzare individualmente o in gruppi, nella prevenzione della traumatizzazione vicaria con alcune particolari tipologie di utenti (soccorritori del 118, forze dell’ordine, vigili del fuoco, infermieri o sanitari) e con i familiari di persone con malattie o vittime di traumi.
La Psicoterapia Sensomotoria interviene sulla fisiologia del trauma, sulla disregolazione del sistema nervoso e sulla sofferenza a essi associata. La Psicoterapia Sensomotoria considera il corpo come l’elemento centrale nell’ambito della valutazione e dell’intervento terapeutico. I progressi delle neuroscienze hanno fatto sì che si ponesse attenzione al modo in cui la mente e il cervello elaborano le esperienze traumatiche, arrivando ad affermare che il trauma ha profondi effetti sul corpo e sul sistema nervoso e che molti dei sintomi presentati dai soggetti traumatizzati sono guidati a livello somatico (Van der Kolk). La persona quindi ricorda i traumi passati attraverso la ri-esperienza sensomotoria delle iterazioni non verbali dell’evento traumatico e attraverso sintomi fisici apparentemente privi di basi organiche.
La Psicoterapia Sensomotoria interviene quindi sulla fisiologia del trauma, sulla disregolazione del sistema nervoso e sulla sofferenza provocata da tale iper-attivazione o dal tentativo di difendersi da essa. Il lavoro sul corpo facilita il processamento delle memorie implicite, modifica l’apprendimento procedurale e aiuta a regolare l’arousal del sistema nervoso autonomo. Allo stato attuale la Psicoterapia Sensomotoria rappresenta un trattamento specifico per il Disturbo Post-traumatico da Stress (PTSD), per i disturbi post-traumatici complessi e i disturbi relativi allo sviluppo e alla storia di attaccamento del paziente (Fisher & Ogden, 2009). La Psicoterapia Sensomotoria si basa sul presupposto che per superare l’evento traumatico la persona ha bisogno di: diventare consapevole delle vecchie tendenze all’azione, automatiche e maladattive; imparare a inibire gli impulsi iniziali; sperimentare varie alternative per completare ciò che è incompleto; allenarsi a eseguire azioni alternative efficaci.
Attualmente utilizzo questi approcci psicoterapeutici integrati all’interno della pratica clinica privata con bambini, adolescenti, adulti e come consulente INAIL, supportando psicologicamente le vittime di incidenti sul lavoro ed i familiari.
Come psicoterapeuta mi pongo nei confronti del paziente come una “Basa Sicura” sostenendolo nell’esplorazione dei propri vissuti. Affrontare storie di sofferenza è infatti possibile se si ha al proprio fianco un compagno di viaggio di cui si ha fiducia, che fornisce sostegno, incoraggiamento, comprensione e fa sentire sicuri nella relazione.