Cognitivo-evoluzionista

La Psicoterapia Cognitivo-evoluzionista è una derivazione piuttosto recente della Psicoterapia Cognitiva classica e deve la sua nascita, agli inizi del 2000, a Giovanni Liotti. Si parla di una “svolta relazionale” all’interno della teoria cognitiva, poiché molta attenzione viene posta sui sistemi motivazionali interpersonali che ciascuna persona possiede. Questi contribuirebbero a spiegare perché, sin dai primi giorni di vita, ogni uomo è spinto ad allacciare delle relazioni con le altre persone. Questo meccanismo sarebbe un prodotto del processo dell’evoluzione della specie che ha promosso lo sviluppo delle nostre capacità sociali, abilità che richiedono un uguale sviluppo di complesse funzioni cognitive.
Da questo punto di vista, quando insorgono delle problematiche a livello relazionale, secondo la Psicoterapia Cognitivo-evoluzionista, è possibile ricercare la loro origine all’interno delle relazioni primarie (es.: quelle con i genitori) che hanno determinato la costruzione di schemi relazionali disfunzionali nella mente del bambino (che si riattivano oggi nella mente dell’adulto). Il rapporto con lo psicoterapeuta, allora, si pone come un’esperienza relazionale riparativa rispetto a queste esperienze precoci e come possibilità di correggere quegli schemi mentali disfunzionali.

Pecoraro Alessia

Mi occupo di psicologia all’interno di una prospettiva cognitivo-evoluzionista, secondo questo approccio numerosi problemi legati alla sofferenza emotiva della persona derivano dal fallimento della regolazione

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Baldioli Chiara

Sono psicologa clinica, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Nel 2010 mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche, indirizzo Counseling e salute mentale, presso

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